(ANSA) - ROMA, 15 GIU - Dopo aver presentato un documento in cui si respingeva la proposta dell’unita’ dei comunisti, come perno della sinistra alternativa, Franco Russo si e’ dimesso
dalla Direzione e dal CPN anche per dare ”un segnale di rottura con la consociazione tra correnti nella gestione di RC e con l’autoconservazione del gruppo dirigente, rispettando cosi’ anche
l’impegno nella rotazione degli incarichi”.
Nel suo intervento nel Cpn Franco Russo ha detto che deve essere superata ”la supremazia del partito sulle diverse forme dell’agire sociale, per la pari dignita’ tra differenti ambiti e
modi dei conflitti”. ”La rappresentanza non puo’ essere separata dai soggetti sociali. L’idea di riunire la sinistra di alternativa intorno al nucleo dei comunisti e’ sbagliata, e
anche velleitaria. Oltre i ceti politici c’e’ una sinistra anticapitalista, in cui vivono conflitto di classe e sociale, pensiero della differenza, cultura del limite e pacifismo”.
Nella sua lettera di dimissioni, dopo aver ricordato le sue esperienze politiche iniziate nella Fgci, continuate nel ‘68, in Democrazia Proletaria e nel movimento rossoverde, ha sostenuto
la necessita’ di nuove pratiche politiche in cui ”i vertici non siano inamovibili e tornino a un lavoro di base dopo che le loro strategie hanno fatto fallimento”.(ANSA).
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La scissione va contrastata fino in fondo. Non in nome di una ortodossia che non ci appartiene o in nome della fedeltà a una linea che non ci convince.
La scissione va contrastata per due ragioni di fondo, oltre che per una serie di ragioni di merito specifico.
La prima, è che non si possono raggirare le iscritte e gli iscritti del PRC. Tutti, non solo coloro che hanno votato per il secondo documento. La scissione è stata sempre negata da tutti in premessa, anzi si è reagito con enfasi ogni qual volta qualcuno, nei congressi di circolo, avanzava il sospetto che ci fosse quella volontà e che, oltre la costituente di sinistra, ci fosse il superamento del PRC e la nascita di un’altra formazione politica. E noi, abbiamo sempre difeso quella reazione indignata
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Tag: De Cesaris, Russo, Scissione
La discussione segnala una separatezza che si fa autismo, ripetizione degli stessi argomenti allo stesso modo: uno sfinimento! Io mi ribello al fatto che si proceda, come guidati da una forza inerziale, verso la scissione. Rompere questa liturgia è necessario. Propongo che si parta dal tema decisivo dell’oggi: le risposte da dare alla crisi. Perché non proviamo su questo a comporre una posizione unitaria di tutto il partito e proponiamo alle altre forze della sinistra un incontro per confrontarci su questa priorità? Leggi per intero »
Tag: CPN, De Cesaris
La crisi esprime il fallimento del mercato come regolatore della produzione, falsificando gli assunti che esso sia il mezzo per validare l’utilità sociale delle merci e per aggregare le preferenze facendo del consumatore il sovrano, e che esso genererebbe effetti “trickle down”. Il consumatore è indebitato a causa dei bassi salari, di precarietà diffusa, di servizi privatizzati. Giusto richiedere una redistribuzione del reddito con la garanzia di ammortizzatori sociali generalizzati, e anche il reddito di cittadinanza: la domanda può orientare diversamente anche le “schede produttive” verso bisogni sociali. Leggi per intero »
Tag: CPN, Franco Russo, Rifondazione
La vera questione da discutere è un’altra: non ridurre la nostra rifondazione a governismo
Esiste il rischio di una precipitazione. I sinistri scricchiolii che preparano questo movimento tellurico non si colgono più solo con gli strumenti sofisticati degli addetti ai lavori, si vedono ad occhio nudo: basta leggere i giornali e le interviste che vengono rilasciate.
Da un lato Fava, dall’altro Diliberto, di fatto pongono l’esigenza di aut aut: un nuovo partito di sinistra (senza aggettivi) e la lista alle europee o l’unità dei comunisti. Mussi è ancora più esplicito: «Noi lavoriamo per unire tutta la sinistra. Se non sarà possibile, si unirà quella che è possibile». Ritorna il ben noto “chi ci sta, ci sta”. Leggi per intero »
Tag: Diliberto, Fava, PdCI, SC
Guardiamo in faccia la realtà: siamo probabilmente alla vigilia di una precipitazione drammatica dentro Rifondazione Comunista. Questa precipitazione, accelerata dall’accantonamento dell’introduzione dello sbarramento per le elezioni europee, si chiama nuovamente scissione. I sinistri scricchiolii che preparano questo nuovo movimento tellurico non si colgono più solo con gli strumenti sofisticati degli addetti ai lavori, si vedono ad occhio nudo: basta leggere i giornali e le interviste che vengono rilasciate (l’ultima, quella del compagno Migliore sul Manifesto). Leggi per intero »
Tag: Elezioni Europee, Migliore, Rifondazione
Il Prc non porta una proposta di conservazione ma di innovazione. Perché la cancellate dal vostro vocabolario?
Le riflessioni che ha avanzato Sansonetti sono molte, stimolanti e presentate con la consueta intelligenza. Io le vorrei discutere non dal punto di vista del dibattito più teorico ma da quello dell’attualità politica.
Se volessimo sottilizzare, potremmo dire che la differenza sta in una preposizione articolata. Ma, “se per un punto Martin perse la cappa”, anche in questo caso, una semplice parola può segnare una differenza grande. Andare oltre Rifondazione Comunista oppure andare oltre “nella” rifondazione comunista ? In quel “nella” sta la questione. Leggi per intero »
Tag: Oltre, Rifondazione, Sansonetti
La discussione sull’indicibilità del comunismo ne cela un’altra. Direi che sarebbe opportuno parlare direttamente di quella senza sprecare parole in un dibattito astratto e nominalistico. Il vero tema della discussione è la nostra autonomia. Se, cioè, è possibile investire, dal punto di vista della politica, quindi in maniera incidente nella società e nelle istituzioni, sul progetto della rifondazione comunista oppure se ciò è impossibile e, pertanto, oggi una cultura comunista possa vivere soltanto dentro un contenitore più vasto, dentro una costituente di una “sinistra senza aggettivi”. Leggi per intero »
Tag: Comunismo, Costituente, De Cesaris
E’ stretto il rapporto tra la politica e il tempo. La prima, infatti, non può permettersi di perdere il contatto con gli eventi senza correre il rischio di perderlo con se stessa. Oggi, nel nostro paese, il divario tra la politica e il tempo sembra quasi incolmabile. Il fiume in piena, che ha travolto Prodi e l’arcobaleno, nasce dai processi di modernizzazione del sistema, i cui tempi sono velocissimi ed hanno disgregato le radici della sinistra. La risposta politica non può essere banale o ideologica, poiché, è in gioco la qualità delle nostre stesse vite. Leggi per intero »
Tag: Ida Riccardo, Rifondare, Unità
La mozione congressuale “Disarmiamoci!”, finisce qui il suo percorso.
Abbiamo condiviso una importante esperienza. Alcuni di noi, stavano per lasciare e non avrebbero partecipato al congresso. Abbiamo, invece, preso la parola. Abbiamo cercato di praticare, anche nelle relazioni tra di noi, un altro modo di fare politica. Si sono attivate, con le riunioni, gli interventi su Liberazione , la comunicazione orizzontale, esperienze e intelligenze. Leggi per intero »
Tag: De Cesaris, Disarmiamoci, Russo, Stramaccioni