CPN 13-14 Dicembre: intervento di Walter De Cesaris

Pubblicato in Articoli e interventi  da admin | 19 Dicembre 2008

La discussione segnala una separatezza che si fa autismo, ripetizione degli stessi argomenti allo stesso modo: uno sfinimento! Io mi ribello al fatto che si proceda, come guidati da una forza inerziale, verso la scissione. Rompere questa liturgia è necessario. Propongo che si parta dal tema decisivo dell’oggi: le risposte da dare alla crisi. Perché non proviamo su questo a comporre una posizione unitaria di tutto il partito e proponiamo alle altre forze della sinistra un incontro per confrontarci su questa priorità? L’impostazione che ha dato il segretario è convincente. Non vedo differenze. E allora perché non partire da qui ? La precarietà e i bassi salari sono una causa fondante della crisi e aggredire quei nodi fa bene ai lavoratori e al Paese. La parola d’ordine: nessuno senza reddito di fronte alla perdita del lavoro è forte, così come partire dalla nazionalizzazione del credito come leva per una riconversione ecologica dell’economia. E’ fondamentale una traduzione territoriale di questo impianto. Non sono d’accordo con la discussione che si sta avviando sulle prossime elezioni. Non basta dire: liste del partito. Ciò non garantisce una svolta, anzi c’è il rischio di dire che cambia tutto e invece si rimane come prima. C’è una differenza di fondo: è stata sbaragliata la sinistra di governo, non solo il ciclo breve dell’ultimo governo, ma l’intera stagione del centro sinistra e non solo a livello nazionale. La critica deve incentrasi sulla deriva governista non sull’apertura delle liste. Su “Liberazione”, non servono censure o atti amministrativi. Il giornale deve essere autonomo e tutti i giornalisti liberi di esprimere le proprie opinioni. La critica politica da avanzare non è l’autonomia ma la separatezza, l’utilizzo di una posizione privilegiata per trasmettere un altro progetto rispetto a quello scelto democraticamente dalle compagne e dai compagni del partito.mozione. In fine su “Liberazione”. Finalmente ci si mette mano! Non si può avere un giornale che rema contro il partito come è la direzione di “Liberazione”: è un suicidio politico e i compagni te lo dicono! Se questo significa essere non corretti e quindi antidemocratici: definiteci pure antidemocratici

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