Oltre Rifondazione o oltre nella rifondazione?

Pubblicato in Articoli e interventi  da admin | 19 Ottobre 2008

Il Prc non porta una proposta di conservazione ma di innovazione. Perché la cancellate dal vostro vocabolario? 
Le riflessioni che ha avanzato Sansonetti sono molte, stimolanti e presentate con la consueta intelligenza. Io le vorrei discutere non dal punto di vista del dibattito più teorico ma da quello dell’attualità politica.
Se volessimo sottilizzare, potremmo dire che la differenza sta in una preposizione articolata. Ma, “se per un punto Martin perse la cappa”, anche in questo caso, una semplice parola può segnare una differenza grande. Andare oltre Rifondazione Comunista oppure andare oltre “nella” rifondazione comunista ? In quel “nella” sta la questione.
Decine di migliaia di compagne e compagni, la maggioranza di Rifondazione Comunista, a quel “nella” ci tiene molto ( e penso che ci tengano a quel “nella” anche molte compagne e compagni che hanno sostenuto la tesi uscita sconfitta di misura).Il problema non è “l’oltre”, ma, se posso usare questa espressione un po’ contorta, “l’oltre verso dove”.
La differenza, quindi, non è tra innovatori e conservatori, tra coloro che intendono affrontare le nuove sfide del millennio con idee innovative e vecchie mummie che per paura del nuovo si rifugiano nella gabbia identitaria delle certezze del passato.
C’è un’altra opinione in campo e questa è quella oggi prevalente dentro il Partito. L’innovazione parte da un investimento su Rifondazione Comunista e sulla svolta a sinistra. Non è una proposta di conservazione ma di innovazione. Perché la cancellate dal vostro vocabolario? Eppure è proprio questa rifondazione comunista che vi ha attratto dentro un ambito, un campo che è stato quello del movimento di Genova, del movimento altermondialista, della rottura della gabbia delle compatibilità. Questa rifondazione comunista ha compiuto dei cambiamenti, ha proposto delle rotture con l’ortodossia. Perché non la ritenete più possibile ?
Oggi, poi, che emerge con così drammatica nettezza l’insostenibilità sociale, ambientale ed economica del capitalismo, perché dovremmo dismettere un punto di vista che ci permette di poter avanzare una critica di fondo e di pensare e lavorare alla costruzione di una alternativa di società ?
Le domande di fondo che Rossana Rossanda ha posto a tutte le sinistre e la stessa interlocuzione con esse che ha avanzato Fausto Bertinotti non rendono affatto inutile o senza possibilità di una interlocuzione politica densa di futuro quel punto di vista.
Farei, quindi, una sommessa preghiera ai sostenitori della tesi dell’ “oltre Rifondazione”. Non dipingete un interlocutore a vostro piacimento per infilzarlo meglio.
Non è vero, innanzitutto nell’attualità della politica e del conflitto sociale.
I fatti parlano chiaro e non è che se li nascondi, allora cessano di essere veri.
C’è stata una grande manifestazione della sinistra sociale e politica. A questa manifestazione hanno partecipato decine e decine di migliaia di persone, almeno due o trecento mila. Questa manifestazione è stata promossa da intellettuali ed esponenti di differenti movimenti e dal palco hanno parlato rappresentanti di realtà di lotta. Non mi sembra di aver sentito i comizi dei leader dei partiti i cui militanti in tante e tanti hanno sfilato legittimamente e unitariamente con le proprie bandiere, le proprie idee, le proprie proposte.
Dove è il rifugio identitario o la fuga dai conflitti reali per rifugiarsi nel nirvana dei sacri testi ?
Mi sembra molto più identitaria e settaria la manifestazione del PD, dal cui palco l’evento fondamentale sarà il comizio del loro segretario.
Quello di Rifondazione Comunista, invece, ha proposto un coordinamento tra tutte le forze dell’opposizione che parta dai conflitti reali, viva nei territori e si ponga come uno strumento unitario di partecipazione tra e oltre i partiti.
E’ molto, è poco ? Si può discutere, si proponga altro. Ma nel concreto, non la solfa di formule politiciste: costituente di quello o di quell’altro. Questo si è una deriva settaria perché cerca di mettere un’uniforme addosso a chi oggi non le vuole e chiede, invece, di ripartire da concreto delle lotte.
Il punto è un altro: come portare avanti i contenuti di quella manifestazione, come estendere e radicare quell’esperienza. Cosa non semplice perché, come si dice, una rondine non fa primavera e per riconquistare la credibilità e la forza perdute non basta superare una prova. Occorre andare avanti e fare di più e meglio.
Rifondazione ha deciso, inoltre, assieme alle altre forze della sinistra, di raccogliere le firme per abrogare il lodo Alfano. E’ uno scandalo ? Non mi sembra. Mi sembra, mettere la sinistra lungo una lunghezza d’onda che è dentro il sentimento profondo del suo popolo: la lotta contro i privilegi e l’uso ad personam delle leggi.
L’errore sarebbe separare questione democratica con la questione sociale. Ma, proprio la manifestazione dell’11 ottobre dimostra il suo contrario: la volontà di unire questi aspetti in un proposta generale di cambiamento che riguarda, quindi, l’economia, il lavoro, la società e la democrazia.

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